Tv experience: le limitazioni apportate dal telecomando

di Cosimo Azzarito

 

Laddove si considerino i tratti di due interfacce popolari come mouse o joystick si può allora osservare che, almeno per ora, l’interfaccia tecnologica tangibile costituita da televisore+telecomando sembra risultare impermeabile alle dinamiche di influenza “newmediale”, maggiormente  rinvenibili invece a livello di produzione e formattazione dei contenuti televisivi.

È soprattutto il dispositivo del telecomando a restare, anche nella Tv interattiva, saldamente ancorato al modello classico, in cui ottempera a una modalità di azioni operative protese verso la selezione e combinazione: al limite, con la diffusione e l’ibridazione tra contenuti televisivi e Web, il telecomando tende ad assumere al massimo i valori funzionali del mouse, cioè la componente effettoria direttamente concorrente, muovendosi verso la riconfigurazione della sua funzionalità rispetto ai contenuti.

Non va tuttavia taciuta la già notevole similitudine tra telecomando e mobile phone nella pratica del “multi-typing” per adempiere operazioni di inserimento testuale.

L’interattività di successo delle consolle dimostra come l’investimento in tecnologia, usabilità e design sia una precondizione che ripaga. Nella prospettiva di una nuova televisione, l’interattività non può prescindere dall’essere progettata congiuntamente ad una coerente valorizzazione in senso interattivo del contenuto stesso, nel rispetto delle specificità del contesto d’uso e delle aspettative dell’utenza: è in relazione a queste variabili che l’interattività televisiva tramite telecomando deve assicurarsi la necessaria usabilità.

Se si considerano i tratti delle due interfacce popolari come mouse o joystick si può allora osservare che, almeno per ora, l’interfaccia tecnologica tangibile costituita da televisore+telecomando sembra risultare impermeabile alle dinamiche di influenza “newmediale”, maggiormente  rinvenibili invece a livello di produzione e formattazione dei contenuti televisivi.

 

Cosimo Azzarito

Le Interfaccia tangibili alternative al telecomando: mouse e joystick

di Cosimo Azzarito

 

 

In questo articolo si accenna alle differenze salienti tra quelle che sembrano coonfigurarsi nettamente come interfacce tangibili concorrenti nel parco mediale domestico. Altrove si è parlato delle caratteristiche del telecomando. Qui si prendono in considerazione  il mouse e il joystick.

 

Rispetto al telecomando, sia il mouse che il joystick prevedono una rifunzionabilità direttamente dipendente dai contenuti. Se nel mouse gli elementi coinvolti sono costituiti dagli oggetti grafici disposti in uno spazio astratto, nel joystick invece essi sono affiancati tipicamente dagli elementi del mondo figurativo del videogame, mondo finzionale “piccolo” e “arredato”, che richiede molto spesso di agire sia sugli oggetti sia sulla modificazione delle posizioni d’osservazione.

 

 

Le azioni di puntamento, selezione, spostamento previste dal mouse vengono rese più complesse nel caso del joystick, che prevede combinazione di azioni e forme più sofisticate di modificazioni continue (si pensi per esempio alla rotazione dell’asse).

 

 

Ne conseguono due forme di ergonomia applicata che, oltre a una tattilità pressoria, permettono un’esperienza senso-motoria, minima nel caso del mouse – movimento planare in locale –, più avanzata in quello del joystick.

 

 

Rispetto al telecomando, mouse e joystick sembrano poi evocare una figura di utilizzatore più complessa: se nel caso del mouse il soggetto previsto è un soggetto pragmatico nella forma di un “pilota cibernetico”, responsabile del controllo, in quello del joystick, alla soggettività di tipo “cibernetico” si affianca un tentativo supplementare di proiezione rispetto al soggetto rappresentato nella narrazione del contenuto che fluisce sullo schermo tv.

 

Cosimo Azzarito

L’ Interfaccia televisiva tangibile: il telecomando

di Cosimo Azzarito

L’ibridazione, sia a livello di prototipo che di prodotto commercializzato, tra televisione e computer e, segnatamente, tra televisione e Web ha decretato l’indebolimento del broadcasting classico  e ha aperto potenzialmente le porte ad un’industria che potrebbe ritrovare nell’ offerta di interattività nuove diramazioni per il suo sviluppo. La “liberazione” dei contenuti dal supporto tecnologico, ha determinato l’assimilazione del televisore al monitor come visualizzatore di contenuti che divengono così indipendenti rispetto al medium.

 

Soffermandosi in questo articolo sulla configurazione tecnologica televisiva,  si focalizzi sull’insieme delle peculiarità che descrivono la comune interfaccia utente/televisore, il telecomando.

 

Gli aspetti attraverso cui descrivere le proprietà delle tre interfacce sono: rifunzionabilità (quanto l’interfaccia è capace di rimodularsi rispetto al contenuto), il tipo di azione espressa, gli elementi coinvolti nell’interazione, quale atteggiamento corporeo comporta.

 

Rifunzionabilità: In questo senso il telecomando non risulta configurabile rispetto alla programmazione televisiva, in quanto il suo modus agendi nel dispositivo macrotelevisivo è indipendente dai contenuti microtelevisivi.

 

Gli elementi coinvolti nell’interazione (assolutamente minimale) sono invece costituiti dai singoli programmi che sono oggetto di scelta: l’azione espressa consiste allora da un lato nella selezione tra un insieme finito di programmi, dall’altro in una modulazione continua di alcuni aspetti fisici (volume, colore, luminosità, ecc.).

 

La corporeità iscritta è ridotta a una tattilità intesa come controllo della pressione sui tasti. La soggettività evocata dal telecomando è quella di un utente che gestisce il tempo di esposizione al mezzo televisivo perlustrando l’offerta e operando le proprie scelte in una configurazione dello spazio, come quella imposta alla grafica delle applicazioni televisive interattive, altamente discretizzato.

 

Cosimo Azzarito

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