Un pezzo di storia delle’interattività televisiva: il teletext

di Cosimo Azzarito

 

L’innovazione costituita dal Teletext (Televideo in Italia) risale agli anni Settanta. Nel 1974 i tecnici della BBC erano impegnati a cercare di migliorare la fruizione della programmazione da parte di persone non udenti e riuscirono a sfruttare un segmento inutilizzato del segnale televisivo analogico (il VBI, Vertcal Blanking Interval) per trasmettere e far visualizzare caratteri testuali: il nuovo servizio si chiamò CEEFAX32, trascrizione fonetica di “See Facts”.

Come nel caso odierno dei decoder per la DTT, inizialmente l’uso del teletext necessitava di un apposito decoder esterno per la memorizzazione e la decodifica delle pagine, poi, dalla fine degli anni ’70, questo cominciò ad essere incorporato negli apparecchi TV e il teletext si diffuse come optional o, diremmo oggi, “servizio a valore aggiunto” nella commercializzazione dei televisori.

Quattro caratteristiche fondamentali fanno del Teletext l’antesignano dei servizi interattivi moderni:

– Facilità e immediatezza d’uso: è stato il primo servizio di visualizzazione e navigazione testuale su schermo Tv, rappresentando la prima esperienza di fruizione on-demand, in quanto ha unificato la libertà di scelta dei contenuti disponibili e del tempo di fruizione individuale, il tutto in modalità slegata dal flusso televisivo. La popolarità di questa applicazione televisiva è stata certificata dalle modifiche nell’interfaccia di controllo remoto: i 4 fastext button (rosso, verde, giallo, blu) sono stati introdotti per velocizzare l’accesso a pagine pre-memorizzate del Teletext e costituiscono oggi parte della dotazione obbligatoria dei telecomandi di nuova generazione.

– Non necessita di alcun dispositivo in aggiunta all’apparecchio Tv né di modifiche all’impianto di ricezione: da oltre vent’anni il decoder per il Teletext  parte integrante di ogni televisore prodotto e nel frattempo il Teletext è divenuto un servizio universale utilizzato dalla quasi totalità dei broadcaster.

– Utilizza uno standard universalmente accettato, il World System Teletext a cui è succeduto il più recente World System B.

– Offre un ricco servizio informativo che concerne migliaia di pagine indicizzate in costante aggiornamento: è pienamente un’applicazione che proietta la Tv verso un futuro enhanced, così come accade oggi con la Tv digitale.

In aggiunta a ciò, altro esito ante litteram è la propensione a offrire all’utenza situazioni in cui è l’interesse e il bisogno informativo del singolo utente a quantificare effettivamente l’informazione fruita e non il dosaggio imposto dal broadcaster. L’utente, anche nel recinto di una interattività chiusa, sperimenta le prime volte del rischio di overload informativo.

Cosimo Azzarito

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