Interoperabilità della D-tv : cos’è il middleware Mhp

di Cosimo Azzarito

 

L’odierna Tv digitale è oggi un campo in piena sperimentazione per tutto ciò che riguarda varie e numerose forme di enhancements, arricchimenti migliorativi della user experience del mezzo televisivo, rapidi e altamente perfettibili perché software-based.

 

Tutte le possibili applicazioni interattive su Tv digitale sono infatti software che fanno parte, assieme a audio e video, del transport stream MPEG2 ospitato sulle frequenze televisive digitalizzate. Una volta richieste dall’utente (tramite telecomando), scaricate, memorizzate e eseguite in locale, mostrano sugli schermi televisivi la loro grafica e permettono la navigazione delle proprie pagine non diversamente da quanto accade con un DVD, il tutto nell’ambiente controllato e “garantito” della televisione digitale.

 

Nei decoder interattivi, il compito di scaricare i dati che costituiscono un’applicazione, di memorizzarli e di eseguirli spetta al middleware MHP (Multimedia Home Platform), un particolare software “di intermediazione” (ecco il motivo del prefisso “middle-”) caricato su ogni set-top-box che permette di definire una serie di metodi standardizzati per accedere  alle risorse software dei decoder di marche differenti.

 

MHP rappresenta la soluzione tecnologica alla richiesta stringente avanzata dalla UE a fine anni ’90. Nella Direttiva 2002/21/CE, all’art. 13, si legge infatti che ricerca e mercato devono sussistere su stabili condizioni di interoperabilità tra la televisione digitale interattiva e i servizi avanzati resi al consumatore man mano che lo sviluppo del mezzo intraprende la strada dell’interattività compiuta e dell’integrazione con il mondo del Web.

Cosimo Azzarito

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