Cosa può definirsi interattivo?

di Cosimo Azzarito

 

Parlando di interattività e televisione ci si deve domandare sugli aspetti che determinano il valore dell’interazione tra un soggetto umano e un oggetto o ambiente come può essere la televisione. L’interazione può essere definita come un tipo di azione nella quale due o più agenti hanno effetto uno sull’altro e il comportamento di entrambi varia a seconda degli input rispettivamente ricevuti.

Un sistema interattivo si realizza mettendo in relazione stabile almeno due attori (uno che agisce e l’altro che risponde con coerenza) ed ottenendo che la sequenza futura delle loro reciproche azioni si componga in base ai rispettivi feedback ricevuti, elaborati e restituiti. Sul prototipo della comunicazione tra esseri umani e sostituendo uno dei due attori con un oggetto , l’interattività diventa la capacità da parte di un determinato dispositivo, di reagire agli stimoli provenienti dal suo esterno, producendo fenomeni percepibili da colui o da ciò che ha generato gli stimoli stessi.

In questi casi il rapporto interattivo diventa un’interazione uomo-macchina, nella quale si dice “interattivo” un artefatto che permette l’interazione e per “interattività” l’aspetto interattivo dell’artefatto stesso.

Il gioco interattivo si costituisce dunque come rapporto ciclico di input (rottura di una situazione di iniziale equilibrio ad opera del mittente e conseguente induzione al cambiamento di comportamento del ricevente) e di feedback (input di risposta/ritorno), volto alla ricostruzione di una situazione di equilibrio fino a nuova rottura).

 

La sequenza ciclica di nuovi input e nuovi feedback attualizza l’esecuzione di un pattern dell’interazione, un percorso di livelli o stadi, accessibili attraverso un susseguirsi di diramazioni binarie a grado variabile di pre-costituzione. Condizione necessaria all’implementazione di un certo grado di apertura e di adattabilità di un pattern di interazione uomo-macchina è il mantenimento della coerenza nel susseguirsi di input e feedback senza indebolimenti che porterebbero alla decontestualizzazione del percorso iniziale e quindi all’autodistruzione della funzione comunicativa che fornisce la motivazione basilare dell’interazione.

Cosimo Azzarito

 

 

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