Le Interfaccia tangibili alternative al telecomando: mouse e joystick

di Cosimo Azzarito

 

 

In questo articolo si accenna alle differenze salienti tra quelle che sembrano coonfigurarsi nettamente come interfacce tangibili concorrenti nel parco mediale domestico. Altrove si è parlato delle caratteristiche del telecomando. Qui si prendono in considerazione  il mouse e il joystick.

 

Rispetto al telecomando, sia il mouse che il joystick prevedono una rifunzionabilità direttamente dipendente dai contenuti. Se nel mouse gli elementi coinvolti sono costituiti dagli oggetti grafici disposti in uno spazio astratto, nel joystick invece essi sono affiancati tipicamente dagli elementi del mondo figurativo del videogame, mondo finzionale “piccolo” e “arredato”, che richiede molto spesso di agire sia sugli oggetti sia sulla modificazione delle posizioni d’osservazione.

 

 

Le azioni di puntamento, selezione, spostamento previste dal mouse vengono rese più complesse nel caso del joystick, che prevede combinazione di azioni e forme più sofisticate di modificazioni continue (si pensi per esempio alla rotazione dell’asse).

 

 

Ne conseguono due forme di ergonomia applicata che, oltre a una tattilità pressoria, permettono un’esperienza senso-motoria, minima nel caso del mouse – movimento planare in locale –, più avanzata in quello del joystick.

 

 

Rispetto al telecomando, mouse e joystick sembrano poi evocare una figura di utilizzatore più complessa: se nel caso del mouse il soggetto previsto è un soggetto pragmatico nella forma di un “pilota cibernetico”, responsabile del controllo, in quello del joystick, alla soggettività di tipo “cibernetico” si affianca un tentativo supplementare di proiezione rispetto al soggetto rappresentato nella narrazione del contenuto che fluisce sullo schermo tv.

 

Cosimo Azzarito

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