La risoluzione e il colore nel design della televisione

La risoluzione di una televisione standard è normalmente minore di quella permessa da un monitor pc (800 x 600 o superiore).

La tv ad alta definizione (HDTV), invece, vanta ottimi rapporti di risoluzione, che parte da 1280 x 720 pixel e raggiunge i 1920 x 1080 pixel.

HDTV sostituisce i pixel rettangolari della tv standard con pixel quadrati 4,5 volte più piccoli. Per via di questa caratteristica in comune con il monitor pc, l’HDTV è più compatibile con la grafica da computer in termini di progettazione immagine e fattori di distorsione.

Progettando sul computer un’interfaccia destinata alla televisione, si considera che la risoluzione otticamente idonea per il formato standard 4:3 è 768 x 576 pixel. La digitalizzazione ha apportato nell’ambito televisivo la scansione progressiva dell’immagine, tecnica che si è affiancata alla canonica scansione per interlacciamento che ha dominato la visualizzazione analogica.

La visualizzazione di un’immagine ottenuta con scansione interlacciata può risultare affetta dall’effetto flicker (sfarfallio): per questo motivo oggetti grafici e immagini per la televisione non devono essere di dimensioni troppo minute (non meno di 3 pixel di larghezza) se non si vuole rischiare di renderle impossibili da vedere correttamente. Inoltre non è consigliabile destinare alle condizioni di visualizzazione televisiva standard immagini con un alto grado di dettaglio, il quale sarà soggetto a sfocature.

Il colore nel tv design

Gli schermi televisivi hanno una gamma cromatica globale molto limitata rispetto ai monitor pc mentre consentono valori superiori per le altre caratteristiche come saturazione, luminosità e contrasto. La progettazione corretta per la visualizzazione televisiva raccomanda immagini attenuate e desaturate: la grafica, se interessa vaste regioni dello schermo, deve sfruttare i valori di trasparenza a partire da colori freddi e a bassa saturazione, di cui si è osservato un miglior funzionamento in ambito televisivo.

Per evitare gli effetti di distorsione associati al colore (azzurramento, sbavature, flicker, macchiature, ecc.) gli oggetti grafici televisivi non possono eccedere nei valori di luminosità, oscuramento, saturazione. Di solito la massima luminosità sopportabile ammonta all’85% della scala.

Un modo per evitare effetti indesiderati nella visualizzazione di colori giustapposti è quello di mantenere tutti i valori del modello cromatico standard (RGB) nel range compreso tra un valore minimo di 16 e uno massimo di 235. Alcuni software di grafica (come Adobe Photoshop) consentono al designer di lavorare direttamente con i settaggi cromatici RGB idonei per le immagini televisive.

Aspect ratio e Safe Area: elementi fondamentali per il design

di Cosimo Azzarito

A proposito dell’aspect ratio 16:9 si possono fare alcune considerazioni rilevanti in sede di progettazione dello spazio per contenuti digitali televisivi.

 

Widget e tipografia in caso di discrepanza tra immagine e schermo

 

Qualsiasi televisore che abbia la visualizzazione impostata sullo standard 4:3 offrirà un’immagine 16:9 ingrandita nelle sue parti centrali e destituita dei bordi. L’informazione grafica essenziale delle applicazioni interattive non deve interessare dunque i bordi immagine ma deve essere accentrata il più possibile. I widget rilevanti per la navigazione delle apps per televisione interattiva devono essere disposte con la tendenza a preferire la zona immediatamente periferica a quella centrale dell’immagine (la zona a ridosso dell’a cosiddetta Safe Area“centercut- out”).

Diversamente dall’ingrandimento centrale, nei casi in cui l’immagine 16:9 venga adattata alla visualizzazione 4:3 procedendo al rimpicciolimento e all’ausilio dei letterbox sopra e sotto, i componenti grafiche e testuali dell’applicazione interattiva sono ridotti al 75% della loro grandezza originaria. In tal caso è provvidenziale l’utilizzo di una tipografia sufficientemente larga da risultare leggibile anche in condizioni di visualizzazione ridimensionata.

Safe Area: cos’è e perché è importante

 

Sempre restando nell’ambito delle problematiche relative alla visualizzazione televisiva, la già citata Safe Area è la parte dell’immagine televisiva sicuramente visualizzata dagli spettatori, qualsiasi sia il televisore utilizzato. Per gli apparecchi televisivi, e soprattutto e quelli particolarmente datati, infatti, si incorre spesso nel fenomeno dell’ overscan, consistente nel taglio dei bordi in misura variabile.

I valori che individuano il perimetro dell’ “area sicura” di visualizzazione per la grafica e per le immagini sono calcolati rispetto la media delle impostazioni di fabbrica di un’ampia gamma di apparecchi televisivi, e sono espressi in % di scarto rispetto al corrispondente contorni dell’immagine (altezza H o larghezza L di immagini in 4:3 o 16:9), oppure esprimendo tale scarto in pixels.

La divergenza di Tv e Pc tra fattori tecnologici e fattori d’uso

di Cosimo Azzarito

 

In questo articolo ho deciso di soffermarmi più dettagliatamente sulle principali differenze rintracciabili tra tv e pc, passaggio fondamentale per comprendere il potenziale di integrazione dei due ambienti che rappresenta oggi uno dei capitoli principali dello sviluppo tecnologico interno al paradigma della convergenza digitale.

Presento di seguito in forma di elenco le mie considerazioni su 8 aspetti suddivisi in base al fatto di essere rappresentativi della tecnologia in sé, della configurazione d’uso indotta sull’utente o degli effetti del rapporto tecnologia utente.

 

La divergenza di Tv e Pc tra fattori tecnologici e fattori d’uso

 

  • Risoluzione dello schermo (quantità di informazione esposta): la Tv ha notoriamente una bassa definizione delle immagini. Il Pc offre una qualità di risoluzione che dipende strettamente dalla screensize.
  • Dispositivi di input: il telecomando o la sperimentale lap keyboard assommano in sé i principali vincoli di contesto che contraddistinguono la televisione, e cioè, essenzialmente, la bassa quantità di input e di azioni. Nel caso del Pc la fonte dei vincoli si sposta sull’utente finale, dalla cui expertise dipende interamente la quantità di input trasmessi al sistema. Le componenti “effettorie” della suite mouse+tastiera infatti danno ampie possibilità di uso e un set di input stabilmente più esteso di quello che interessa il mezzo televisivo.

 

La divergenza di Tv e Pc: configurazioni d’uso indotte per l’utente

  • Distanza di visione: un aspetto determinante che influenza configurazione  e possibilità esprimibili con l’interfaccia utente è dato dalla distanza tra utente e dispositivo (alcuni metri per la tv, alcuni centimetri per il pc)
  • Postura dell’utente: in modo consequenziale a quanto esposto nel punto precedente l’utilizzo di tv e pc si concretizza, lato utente, in due posture alternative (tanto rilassata e reclinata nel caso della tv quanto tensiva e a schiena eretta nel caso del pc)
  • Ambiente: anche la naturale collocazione ambientale dei terminali dice molto sulla differenza tra tv e pc. Se la televisione è il terminare per antonomasia del nostro salotto, il pc è assolutamente il tipico terminale da ufficio.

La divergenza di Tv e Pc negli effetti dell’interazione tra ambiente e utenti

 

  • Integrazioni possibili: l’innovazione in tv passa irrimediabilmente per tutte le operazioni che possono riguardare la proposizione dei prodotti contenutistici in sé stessi o comunque la conduzione del flusso della singola frequenza televisiva. L’operatività in ambito televisivo si lega quindi irrimediabilmente agli elementi del broadcast stream, ovvero programmi e canali. In ambito pc il discorso si fa modulare e dunque più variegato e meno limitato, dato che la naturale fonte di innovazione per integrazione è l’upgrade dei prodotti informatici e, soprattutto, l’interoperatività tra di essi.
  • Numerosità dell’utenza: la televisione è storicamente adatta alla multi-visione e, anzi, si è sempre caratterizzata per il carattere corale del proprio modello di fruizione. Il pc si configura invece come personal medium e, dunque, come ambiente predisposto alla mono-visione.
  • Engagement (coinvolgimento dell’utenza): la forma di coinvolgimento connaturata nell’ambiente televisivo prospetta fino ad ora uno spettatore piuttosto passivo. Ciò in conseguenza del fatto che le direttive dell’engagement partono dalle proprietà e configurazioni del contenuto trasmesso (genere, tipo di conduzione ecc.). Situazione opposta per il pc, dove il coinvolgimento è user-driven.

 

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